Garudasana – La posizione di Garuda

  • Categorie Studio Asana
  • Durata 06m 42s
  • Ultimo aggiornamento 26 Novembre 2020

Descrizione


Una breve pratica per esaminare nel dettaglio la corretta esecuzione di garudasana, la “posizione di Garuda”.

ETIMOLOGIA E SIMBOLOGIA

Garuda, chiamato anche Tarksya, secondo la mitologia hindu è il re degli uccelli: una mitica figura alata con testa, ali e artigli da aquila, mentre il corpo è da essere umano. Funge da veicolo per il dio Visnu.
Asana significa “posizione”, dunque il modo più corretto per tradurre il nome sanscrito della postura è “posizione di Garuda” anche se, spesso, viene tradotto come “posizione dell’aquila”.

Garudasana fa parte delle posizioni di equilibrio in appoggio su un piede solo.

BENEFICI

La posizione di Garuda:

  • riduce il ristagno idrico nella zona del bacino;
  • migliora la mobilità a livello delle spalle;
  • tonifica la muscolatura degli arti inferiori;
  • permette di rafforzare le strutture a livello della caviglia e del piede che rimane in appoggio a terra, trovandosi quest’ultimo a dover sostenere il peso di tutto il corpo;
  • con la pratica, progressivamente, consentirà di migliorare il proprio senso dell’equilibrio, non solo fisico, ma anche mentale, poiché per vivere l’equilibrio su un piede solo è necessario mantenere una stabilità psichica, una quiete mentale. Questa attitudine, se coltivata con costanza, porterà ad alleviare stress, ansia e tensione nervosa;
  • migliora la stabilità mentale anche grazie al mantenimento della fissità dello sguardo, fondamentale per mantenere l’equilibrio in postura.

PRECAUZIONI

  • In caso di difficoltà a vivere l’equilibrio su una gamba sola, per evitare di cadere a terra, è bene cominciare ad eseguire la posizione vicino ad una parete. Se si esegue l’asana sollevando la gamba destra, ci si posizionerà con il fianco sinistro vicino al muro. Non è necessario appoggiarsi completamente alla parete che, invece, verrà utilizzerà come sostegno appoggiandoci le punte delle dita della mano e provando gradualmente a staccarle.
    In questo modo è possibile progredire nella ricerca dell’equilibrio e della stabilità.
    Spesso il semplice fatto di sapere che si è vicini ad un sostegno rende l’equilibrio un poco più semplice. Quando si pratica garudasana utilizzando il supporto della parete, si può cominciare, se è possibile, assumendo la posizione completa delle gambe, ma con la variante delle braccia tese in alto, con i polsi sovrapposti e i palmi a contatto, per poter essere più rapidi nello sciogliere le braccia e appoggiarsi al muro nel caso in cui l’equilibrio venisse a mancare, evitando quindi di cadere.
  • La variante della posizione vicino alla parete è consigliata anche in caso di pressione bassa, per evitare cadute dovute a improvvisi giramenti di testa o offuscamenti della vista: se questo dovesse capitare durante l’esecuzione dell’asana, sarà necessario sciogliere con attenzione la postura, rimanendo sempre appoggiati alla parete, portarsi sdraiati e sollevare le gambe verso l’alto, mantenendole appoggiate al muro per poterle rilassare completamente. Mantenere il tempo necessario e fare sempre un passaggio con la schiena a terra in shavasana, prima di tornare nella posizione in piedi.

 

Se soffri di una problematica particolare o, più in generale, se qualcosa non ti è chiaro nelle spiegazioni, non rischiare di farti male praticando, contatta un insegnante qualificato della scuola di yoga.

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