Kapotasana (I) – La posizione del piccione

Descrizione

Una pratica incentrata sullo scioglimento delle strutture del bacino e sulla distensione della muscolatura delle cosce, in preparazione a kapotasana, la posizione del piccione, meravigliosa postura che, per essere eseguita correttamente, richiede libertà a livello delle anche e scioltezza della muscolatura degli arti inferiori.

 

 

 

 

 

Evitare di eseguire la sequenza qui proposta in caso di patologie a livello delle anche e/o delle ginocchia.

ETIMOLOGIA E SIMBOLOGIA

Kapota significa “piccione”, asana “posizione. La postura prende quindi il nome di “posizione del piccione”, facendo riferimento al posizionamento della parte più alta del torace in postura: il petto si trova profondamente avanzato e sollevato verso il mento, richiamando l’atteggiamento tipico del piccione.

Kapotasana appartiene alle posizioni di flessione dell’anca e, nello stesso tempo, a quelle di inarcamento.

BENEFICI

La posizione di kapotasana:

  • migliora la flessibilità della colonna vertebrale e, più in generale, della schiena, lavorando sulla sua muscolatura;
  • incrementa la mobilità a livello del bacino;
  • lavora sulla muscolatura esterna dei glutei e delle cosce;
  • sollecita l’apertura della gabbia toracica.

PRECAUZIONI

  • In caso di problemi della colonna vertebrale, come ernie, protrusioni, lombalgie, è meglio evitare di eseguire la postura se non sotto il diretto controllo di un insegnante, poiché la sollecitazione a livello della colonna vertebrale è piuttosto intensa.
  • Se vi fossero protesi alle anche, la postura non può essere eseguita.
  • Con problematiche alle ginocchia e/o, in generale, alle anche, è meglio evitare di eseguire questa forma di , poiché risulterebbe troppo intenso il lavoro per le ginocchia e il bacino.

 

APPROFONDIMENTI EXTRA RISERVATI AGLI ABBONATI:

ESECUZIONE

  1. Dalla posizione di adho mukha svanasana, la posizione del cane a testa in giù, espirando portare il ginocchio destro tra le mani e appoggiarlo a terra, insieme alla tibia e all’esterno del piede destro, avendo cura di posizionare la tibia parallela al bacino che, nel frattempo, si adagia a terra.
  2. Distendere la gamba sinistra appoggiando a terra il ginocchio e il dorso del piede.
  3. Fare attenzione a mantenere il bacino il più possibile retroverso, conservando l’addome tonico per invitare il pube a salire verso l’alto, mentre il coccige scende verso il basso. In questo modo la zona lombare sarà tutelata poiché protetta dall’attivazione dei muscoli addominali.
  4. Continuare a dare una direzione al bacino che, retroverso, non deve lasciare che l’anca sinistra si apra orientandosi indietro ma, al contrario, sarà opportuno invitare costantemente l’anca sinistra a venire in avanti, l’anca destra ad andare indietro. I genitali e una minima porzione del pube si troveranno in appoggio contro il pavimento.
  5. Prendere appoggio con le punte delle dita delle mani ai lati della gamba destra. L’azione delle dita è di retropulsione, cioè “tirano” il pavimento indietro, invitando il petto ad aprirsi e la parte più alta della schiena ad estendersi notevolmente.
  6. Tenere la nuca bene allungata, con il mento vicino alla gola.
  7. Durante tutto il mantenimento della postura è necessario continuare a conservare gli addominali tonici, per limitare al massimo la lordosi lombare.
  8. Mantenere la posizione per qualche respiro, continuando a vivere l’inspiro come fase di grande apertura, di sollevamento del torace e estensione della parte alta della schiena, l’espiro come fase di rilascio di ciò che rimane in tensione, in particolare a livello del bacino, dell’inguine e della coscia sinistra.
  9. Per sciogliere la postura, con un espiro, prendendo appoggio con i palmi delle mani a terra, tornare in ahdo mukha svanasana valutando la possibilità, prima di entrare nella posizione del cane a testa in giù, di fare un passaggio flettendo e distendendo il busto sulla gamba davanti, ancora piegata, per rilassare la schiena.

VARIANTI

La posizione di kapotasana può essere eseguita anche:

  • Appoggiando tutto il palmo delle mani a terra a lato del bacino;
  • unendo le mani al petto, in anahata mudra. Il fatto di staccare le mani dal suolo renderà la posizione leggermente più intensa, scaricando maggior peso sul bacino;
  • flettendo il busto in avanti, adagiando l’addome sulla gamba piegata e allungando le braccia, con i palmi delle mani a terra e i gomiti sollevati.

Per semplificare l’asana, in caso di difficoltà a scendere con il bacino completamente a terra, si può posizionare un sostegno (un mattoncino, un cuscino o una coperta ripiegata), sotto al gluteo della gamba piegata in avanti.

Se soffri di una qualunque di queste problematiche o, più in generale, se qualcosa non ti è chiaro nelle spiegazioni, non rischiare di farti male praticando, contatta un insegnante qualificato della scuola.

Lo Staff Rhamni è qui per te!

Argomenti per questo corso

1 Lezioni26m

Video

KAPOTASANA – La posizione del piccione00:26:00

Informazioni sul docente

0 (0 valutazioni)

19 Corsi

289 studenti

Scegli un abbonamento

A.S.D RHAMNI SCUOLA DI YOGA

Questo sito utilizza Stripe come metodo di pagamento per transizioni in tutta sicurezza.

Contatti

Via Alfredo Cappellini, 18
21013 Gallarate (Varese)
+39 347 810 0542
P.IVA: IT03517310128
C.F.: 91047970123